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4+1 consigli per studiare meglio il tuo strumento musicale

Come diventare un musicista migliore

Roberta Gennuso

Classical Guitarist
2nd January 2021

Diventare dei grandi musicisti senza studiare, questa è un’utopia, forse però passare 10 ore ogni giorno provando e riprovando gli stessi passaggi non è la strada giusta. Studiare meglio significa ottimizzare il tempo, avere di più con meno sforzo, e questo è quello che come musicista sento di aver imparato. Negli ultimi anni di studio mi sono spesso interrogata su come migliorare il mio modo di suonare e la maggior parte delle volte la risposta si nascondeva proprio nel costruire una buona routine di studio. Infatti lo studio di uno strumento musicale, per far sì che diventi efficace, richiede una determinata scelta organizzativa che potrà favorire la relazione stessa con lo studio e, di conseguenza, il raggiungimento di notevoli risultati. Per me la svolta è davvero avvenuta quando ho iniziato a ragionare su tutto quello che poteva influenzare la mia concentrazione e, soprattutto, il mio stato d’animo. Spesso quest’ultimo passa inosservato ma, come vedremo, ha un grande valore per noi musicisti. Ho deciso quindi di riassumere anni di esperienze in quattro punti che, credetemi, vi renderanno musicisti migliori.

1. Scegliere il luogo adatto

Tutti, più o meno, abbiamo la possibilità di scegliere dove studiare ma, spesso e volentieri, ci ritroviamo con lo strumento in mano ogni volta nello stesso identico posto. Questa si chiama abitudine, ma siamo davvero nel posto giusto? Interrogandomi su questo, mi sono sorpresa di quanto questa variabile sia un’importante per la concentrazione. Infatti, non viene mai detto che, cambiare luogo o spostarsi anche solo di poco, significa allenare la concentrazione ogni singola volta. Suonare in qualsiasi altra occasione (che sia una lezione o un concerto) richiede sempre quella fase iniziale di adattamento e per questo mi sono chiesta: perché non potenziare il lavoro che la mente è obbligata a fare per adattarsi? In questo modo cambia il “primo impatto” anche con il posto più estraneo alla nostra quotidianità, perché volto al ritrovo della comodità con lo strumento e con l’ambiente circostante che, a volte, non è neanche d’aiuto. Quindi non esiste un luogo perfetto per studiare, se non la capacità di evocare la nostra concentrazione in qualunque contesto (come puo’ essere sul divano o sul letto).


Una cosa che cambia molto da luogo a luogo è la risposta acustica, se siamo abituati a sentire il nostro suono in un certo modo, potremmo rimanere delusi sentendo suonare il nostro strumento in maniera diversa. E poi sappiamo che riuscire ad aggiungere un po’ di novità in un’attività quotidiana e ripetitiva può facilitare e non di poco il nostro entusiasmo verso la musica.


2. NON è sempre un buon momento per studiare

La vita di tutti noi è un casino. Spesso ci ritroviamo tra esami, problemi sentimentali e impegni improvvisi che ci rendono impossibile trovare un po’ di concentrazione. Quando siamo in questa situazione NON DOBBIAMO STUDIARE. Si lo so, non sembra una grande idea ma pensate se allo stress del momento dovete aggiungere pure la frustrazione di non riuscire a studiare. Per studiare bisogna essere in uno stato d’animo il più possibile sereno e, quando non è cosi, è molto meglio occuparsi di trovare un po’ di serenità anziché forzare la propria concentrazione. Ma c’è di più: studiare un pezzo con uno stato d’animo ansioso potrebbe indurci a ricevere quello stato d’ansia ogni volta che lo suoniamo.


Dunque come ritrovare un po’ di serenità? Beh, questo non è esattamente il mio campo ma posso darvi qualche consiglio che personalmente mi aiuta. Fare attività fisica è un vero toccasana così come il semplice stare in mezzo alla natura, ma esistono mille altri modi. In generale, quando state male, cercate di fare qualcosa che desiderate fare ma che solitamente non fate.


3. Pianificare è tutto

Sappiamo che è bene studiare tutti i giorni, ma spesso questo ci porta ad agire in maniera confusa. Invece è bene pensare che: studiare significa porsi delle domande. Che cosa non viene come vorrei? Che cosa potrei migliorare? Che cosa posso fare diverso rispetto agli altri? Cosa significa per me questo pezzo? Trovare una risposta a queste ed altre mille domande è il vostro compito principale, ma non cercate di rispondere a tutte quante contemporaneamente, è molto più saggio concentrarsi su una alla volta.


"studiare significa porsi delle domande"

Tenete un diario su cui scrivete ogni giorno quale cosa vorreste risolvere, cercate di porvi obiettivi realistici e, soprattutto, lavorate solo a quello. Non importa quanto è lungo, se un giorno vi serviranno solamente 10 minuti per trovare la risposta che cercavate: va bene così. Non è necessario sforzarsi a fare troppo, dopotutto domani sarete ancora lì a cercare nuove risposte.


4. Le pause contano

La nostra concentrazione non è infinita ma è anzi molto più breve di quanto pensiamo e, anche se puo’ essere allenata, esistono dei limiti che non possono essere superati. La concentrazione per una persona molto allenata può durare non più di 45 minuti, dunque capite bene che studiare 1 ora o addirittura 2 senza mai fermarsi è totalmente inutile e controproducente. Quindi FATE DELLE PAUSE, quanto lunghe? Sarebbe meglio almeno 20 minuti ma dipende dalla qualità della vostra pausa. Fare pausa non significa dedicarsi ad un’altra attività né mettersi a controllare le notifiche del cellulare e di tutti i vostri social, una buona pausa significa bere un bicchiere d’acqua, farsi un the, camminare un po’ e fare tutte quelle attività che non richiedono un grande sforzo di concentrazione. Non cercate nemmeno di interrogarvi troppo sul vostro studio, non è quello il momento per trovare le vostre risposte: quello è il momento per permettere alla mente di essere molto più attiva quando riprenderete in mano il vostro strumento. Il potere di una breve pausa potrebbe valere più di molto tempo passato a studiare.


+1 Consiglio bonus: a volte è meglio non studiare

“Non di solo studio vive il musicista” così potremmo parafrasare la celebre frase per far capire che, per la vostra formazione musicale, è altrettanto se non addirittura più importante cosa fate quando non studiate. Prima di essere musicisti più virtuosi dovete pensare di essere persone migliori. Il musicista è colui che fa della cultura la propria vita, di conseguenza la cosa più importante è acquisire quella cultura e quindi conoscere il più possibile. Ogni vostra passione, ogni vostro hobby e interesse, anche il più lontano dalla musica, se fatto con metodo e passione, non farà altro che aiutarvi ad essere musicisti migliori. Io sento di aver imparato molto anche andando in bici, dopotutto il senso di fatica, la voglia di arrivare in cima ad una salita seguita sempre da una meravigliosa discesa a tutta velocità, sono cose che ritroviamo anche nella musica, con il nostro strumento. Insomma, essere persone migliori e con un grande bagaglio di conoscenze sarà quella cosa che farà la vera differenza tra voi e i vostri colleghi.


Buon studio!


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