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Creatività durante il covid-19

Come il lockdown ha cambiato il mio modo di comporre musica

Stefano Vivaldini

Composer & Guitarist
10th January 2021

Eccomi qui in un aeroporto vuoto ad aspettare un volo per per Bergamo, città ormai diventata il triste simbolo di quando tutto è iniziato. L’idea per questo articolo l’ho avuta quest’estate quando ormai la vita sembra essere tornata alla normalità, invece mi ritrovo a scriverlo oggi, nel mezzo della “seconda ondata” quando un nuovo lockdown totale sembra solo questione di qualche giorno. E allora il significato di questo articolo cambia, dal racconto di un’esperienza diventa un promemoria, un promemoria per me stesso per provare ad affrontare in maniera diversa (impossibile dire migliore) la nuova chiusura.   

Un po’ di storia (saltate pure se volete)

Il mio primo lockdown è stato piuttosto estremo, sono rimasto bloccato in Belgio completamente da solo per tre mesi, dall’Italia arrivavano notizie catastrofiche e fin da subito rifiutai l’idea di uscire di casa. Da marzo a giugno sono uscito di casa 3 volte. Il cibo mi arrivava in pacchi che aspettavo con ansia e non riuscivo a trovare sufficienti impegni che potessero spezzare la mia routine. Ho fatto un sacco di buoni propositi, non ne ho rispettato quasi nessuno. Inizialmente ho pensato: “ecco finalmente potrò scrivere un sacco di musica senza distrazioni” per poi scoprire che la realtà è ben diversa. Ah e ho aperto un canale YouTube dove raccontavo un po’ di storia della musica, quell’impegno settimanale mi ha tenuto abbastanza impegnato da non cadere nella disperazione. Insomma ci ho provato in qualche modo a rendere quello strano periodo in un’esperienza positiva, ed ecco qui quello che ho imparato:


Capire il processo creativo

Un musicista, un artista, è qualcuno che ha nella creatività la risorsa principale, la capacità di avere tante idee, di sceglierle di provarle, di scartarle è una prerogativa necessaria. Ma come possiamo conoscere la nostra creatività? Come possiamo stimolarla? O forse sarebbe meglio chiedersi: possiamo davvero stimolarla o le idee sono il semplice frutto casuale di una mente sempre impegnata a fantasticare e a cercare soluzioni? Credo che il Lockdown mi abbia aiutato a rispondere a queste domande.


Risposta N°1: Tutto il tempo del mondo

Mi è capitato almeno un milione di volte di pensare: "Se avessi più tempo chissà quanta musica in più potrei scrivere" Ora ho finalmente avuto l'occasione di avere una risposta: molta meno, se dedicassi tutto il mio tempo a scrivere musica ne scriverei molta meno. Questo sicuramente non vi suonerà meno strano se pensate a quanto è difficile avere una buona idea quando vi sforzate di cercarne una. Alle idee piace farsi aspettare, mettersi dietro un angolo e sbucare fuori per farti cambiare strada, ma se vi mettete a cercare dietro tutti gli angoli della città, state pur certo che non si lasceranno trovare. Esiste un destino per ogni intuizione, un percorso obbligato senza scorciatoie ed ogni idea non è altro che un gradino su cui poggiare per raggiungere la prossima, così che si crea una lunga catena per cui quando ci viene chiesto: "ma quanto tempo ci hai messo a fare quella cosa?" la risposta dovrebbe essere una e una soltanto: "Tutto il tempo del mondo".


Seguendo questa logica, mi consola il fatto che ogni buona idea che mi sia capitata è grazie anche alla procastinazione, al non fare ciò che non mi va di fare, al non essere sempre sincero, ad essere a volte una persona detestabile, tutto questo serve a scrivere un pezzo che poi in un paio d'ore con la matita si copia sulla carta.


Risposta N°2: Più che un inventore, un postino egocentrico

Fin ora ho parlato di processo creativo, di idee, ma alla fine che cosa creiamo? Creare significa solamente mettere insieme pezzi di cose che esistono già, è per questo che amo così tanto la composizione, la parola intendo, una parola che non si nasconde dietro l'ipocrisia ma mette in chiaro fin da subito che non si può fare altro che assemblare cose, e più l'assemblaggio è astruso e complicato più ci sentiamo geniali. Tutti quei piccoli pezzettini li raccogliamo qui e li facendo una passeggiata, incontrando persone, vivendo la vita insomma, solo che a qualche bizzarro essere umano piace imbustare diligentemente tutte queste proprie esperienze per spedirle a più persone possibile, ecco che il creativo quindi non è altro che un bravo veicolatore di messaggi altrui, in parole povere, un postino (un po' egocentrico). 


"ecco che il creativo quindi non è altro che un bravo veicolatore di messaggi altrui, in parole povere, un postino (un po' egocentrico)"

Si fa presto a capire che è stato facile confermare questa idea quando mi sono trovato senza messaggi da raccogliere e spedire dato che la mia unica esperienza di vita era andare in cucina, mangiare, telefonare, suonare, andare a letto, cucina, mangiare, telefono, letto, cucina, cibo, letto, cucin...


Risposta N°3: La mente è fantastica, il silenzio è tutto e non tutto è perduto

Dunque ero solo, isolato con i miei strumenti razioni di cibo che definirei sufficienti, e abbastanza carta da musica per scrivere dieci opere, ma come ho detto, niente stimoli esterni quindi niente musica, fine.


E invece no, ho scritto comunque anche se meno di quanto mi sarei aspettato, certo il modo di scrivere era completamente diverso, molto meno simile al cercare il tuo cioccolatino preferito in una cioccolateria e molto più simile a preparare la cena quando non hai fatto la spesa da due settimane: All'inizio credi di morire di fame, poi capisci che quella cosa che avevi messo in fondo alla dispensa per non mangiarla mai non ha un sapore così cattivo e ti puoi inventare qualche nuova ricetta e scoprire nuovi sapori. 


Uscendo dalla metafora, comporre musica era diventato un percorso meditativo di ricerca interiore, scavare nei ricordi, nelle sensazioni passate, nelle idee messe da parte e in questo avere il silenzio della solitudine è stata la chiave. Pensate a quanto luminosa sembra la spia rossa della televisione quando la luce è spenta, allo stesso modo la piccola idea di un suono diventa estremamente chiara nel silenzio. Forse non c'è bisogno di ripeterlo, ma se siete musicisti, desiderate, ricercate e adorate il silenzio, è lo spazio migliore dove mettere la vostra arte.


Nulla è perduto infine, da ogni situazione nascono le idee rivoluzionarie, anche dall'isolamento.


(Desidero ringraziare l'idea di questo articolo che mi ha aspettato pazientemente in questo aeroporto per un sacco di tempo.) 


Stefano


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