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Federico Moreno Torroba: il primo compositore Segoviano

La vita, le influenze e l'importante amicizia con Andrés Segovia

Roberta Gennuso

Classical Guitarist
24th October 2021

Federico Moreno Torroba è stato uno dei più degni rappresentati del periodo d'oro della musica spagnola, egli decise infatti di raccogliere l'eredità dei suoi predecessori con Albeniz e Granados portando avanti l'idea di una musica che doveva rimanere a stretto contatto con la tradizione popolare e, per questo, forse, non esiste strumento migliore della chitarra. Così Torroba è uno dei compositori più importanti che abbiano deciso di dedicare così belle ed ispirate pagine alla chitarra classica.

La vita del compositore

Federico Moreno Torroba nacque a Madrid il 3 Marzo 1891 e fin dalla tenera età iniziò ad avvicinarsi alla musica grazie al padre, José Moreno Ballesteros, noto organista, direttore d'orchestra e docente presso il Real Conservatorio di Madrid. A undici anni iniziò a frequentare il Real Conservatorio ma, nonostante gli eccellenti risultati, in poco tempo abbandonò gli studi formali per approfondire privatamente la composizione con Conrado del Campo, un compositore d'importanza nazionale. Tuttavia, Torroba non volle seguire i passi del suo insegnante e così abbandonò la composizione sinfonica per teatro, molto probabilmente per ragioni prevalentemente economiche. Semplicemente, a quei tempi, non si poteva guadagnare da vivere con la sola musica sinfonica.


Per questo si dedicò alla composizione di zarzuela, il genere lirico spagnolo per eccellenza caratterizzato da una miscela di dialetto cantato e parlato. Torroba compose un totale di cento zarzuelas tra le quali spicca "Luisa Fernanda" (1932) protagonista di ben 15.000 repliche. A quel tempo il teatro era parte integrante della vita quotidiana della popolazione madrilena, basti pensare che ogni giorno in città cinque o sei teatri mettevano in scena la zarzuela. Tuttavia questo genere rimase tradizionale e in quanto tale non si diffuse internazionalmente, ad eccezione dell'America Latina e in zone degli Stati Uniti dove vi è una densa popolazione spagnola.


Le influenze formative

Una parte certamente importante della prima educazione musicale di Torroba è dovuta agli innumerevoli incontri con musicisti di spicco tra i contemporanei. Infatti, fu un personaggio molto propenso e attivo negli ambienti culturali tra cui circoli (tertulias), Caffè, Teatri ed il salotto del Maestro Enrique Fernàndez Arbòs -buon amico del padre- ogni mercoledì. Quest'ultimo salotto diede luogo alla culla di una cerchia di conoscenti sempre in espansione fino ad includere Picasso, Arthur Rubinstein, Manuel de Falla, Igor Stravinsky e Richard Strauss. Ulteriormente, insieme al padre ebbe la possibilità di viaggiare a Parigi dove ascoltò la musica di Claude Debussy, César Franck, Gabriel Fauré e soprattutto conobbe Maurice Ravel. Di quest'ultimo Torroba conservò grande stima e ammirazione a tal punto di considerarlo, ancora all'età di ottantacinque anni, il musicista più straordinario che abbia conosciuto.


Tuttavia, Torroba rimase legato ad un'estetica anacronistica nazionalista disconnettendosi dalle estetiche a lui contemporanee, quali quelle dell'impressionismo, espressionismo e neoclassicismo, ponendosi quindi lontano rispetto Debussy, Schoenberg e Stravinsky. In questo modo, da un punto di vista musicologico, si è auto-condannato a una posizione più che marginale, poiché la musica spagnola impegna le periferie dell'interesse musicologico tradizionale. Però va detto che, un musicologo spagnolo, Antonia Martìn Moreno parò di un "complesso di inferiorità collettivo" da parte dei compositori spagnoli. Questo perché vi è una grande consapevolezza, sopratutto presso la popolazione musicalmente alfabetizzata, di non aver mai avuto compositori paragonabili ai grandi geni della storia della musica.
La ragione che sta alla base della fioritura della musica spagnola è in linea con la corrente generale del nazionalismo che pervase l'Europa nel diciannovesimo secolo fino a diventare ossigeno per le guerre civili e mondiali. La quantità di composizioni di carattere esplicitamente spagnolo rappresenta quindi il tentativo di pura affermazione nazionale in termini d'identità e rilevanza.
In questo contesto un ruolo chiave giocò Felipe Pedrell esortando tutti i compositori, fin dai più giovani, ad usare la musica folkloristica spagnola come principale elemento d'ispirazione per le loro opere. I primi, sotto l'influenza di Pedrell, a promuovere sul piano internazionale questa musica, furono i noti Isaac Albéniz, Enrique Granados, Manuel de Falla e Joaquin Turina. Di questi Torroba seguì inevitabilmente le orme, come esattamente fu per Falla, Turina e Rodrigo. Grazie a questi grandi compositori ed altri interpreti che girarono l'Europa, la Spagna riuscì comunque ad affermare la sua identità nazionale all'estero.


La fruttuosa amicizia con Segovia

Andrés Segovia (1893-1987)è un musicista d’importanza immane per tutti i chitarristi. Sebbene sia scomparso da poco più di trent’anni, egli continua ad influenzare la percezione di una grandissima parte del repertorio. Grazie al suo speciale spirito imprenditoriale, portò la chitarra ad uno straordinario stato di lustro nonostante, nella sua epoca, questa occupasse una posizione molto periferica.
Oltre all'importantissima collaborazione con numerosi liutai per lo sviluppo della costruzione dello strumento, elemento che dà il più importante onore a Segovia, a tal punto da render tutti i chitarristi suoi debitori, è l’aver letteralmente alimentato il repertorio della chitarra forgiando buoni rapporti con i compositori, conducendoli ed incitandoli a scrivere nuova musica per il suo strumento. Tra questi, il primo in assoluto fu proprio Federico Moreno Torroba.


L’amicizia con il celeberrimo chitarrista, ebbe un notevole impatto sulla carriera di Torroba in quanto gli diede immediatamente accesso al repertorio di questo strumento. Tuttavia, al di fuori della classe dei chitarristi, pochi sanno che il compositore seppe, fin da subito, esaltare al massimo l’inconfondibile stile esecutivo di Segovia e che, quest'ultimo, offrì numerose opere di Torroba come modello per molti altri compositori. Non si ha la certezza circa la circostanza del primo incontro tra i due, tanto meno degli incontri successivi, ma secondo l’autobiografia di Segovia , pare che avvenne dopo la 8 prima del poema sinfonico La ajorca de oro, diretto da Enrique Fernández Arbós nel 1918, quando fu il primo violino, Julio Francés, a presentare Torroba a Segovia.


"Non ci è voluto molto tempo per diventare amici, né per lui di aderire al mio suggerimento: avrebbe composto qualcosa per la chitarra? In poche settimane ha inventato una danza leggera ma davvero bella in mi maggiore. Nonostante la sua scarsa conoscenza della complessa tecnica della chitarra, si avvicinò con precisione per puro istinto e con mia gioia il lavoro rimase nel repertorio."

Fu proprio così che nel 1920 Torroba scrisse il suo primo brano per chitarra pubblicato successivamente nel 1926.


La suite castellana

La Danza in Mi maggiore, citata da Segovia, è rimasta nel repertorio fin dalla sua comparsa, diventando il terzo movimento della Suite castellana costituita così da: Fandanguillo, Arada e Danza. Le tre opere raccolte sono caratterizzate da una considerevole ripetizione di materiale organizzato in forma semplice e chiara, senza però perdere minimamente un certo grado di originalità e freschezza. Il Fandanguillo, contrassegnato come Allegro, tempo di Fandango, è una variante del fandango ossia una danza ternaria comune in varie regioni della Spagna, la quale prese precedentemente vita anche nella forma galante di Domenico Scarlatti e Luigi Boccherini, proiettandosi così nella tradizione internazionale. Il brano inizia con un'introduzione breve e monodica che è esattamente un incipit che riprende un concetto molto importante nella musica spagnola: il ritmo ottosillabico frequentemente presente nelle Coplas. Queste tre battute videro il loro sviluppo nel 1956 quando divennero una 10 canzone per voce e pianoforte raccolta nella prima serie delle Canciones españoles di Torroba. Vista la musica, è molto facile trascurare quanto, in questo brano, la chitarra imita se stessa ma in una versione chiaramente folkloristica, infatti questo è un esempio di un efficace offuscamento della distinzione tra la musica popolare spagnola e quella per chitarra classica. Il secondo movimento, Arada, inizia e termina in La maggiore, nonostante l’armatura in 11 chiave sia priva di bemolle o diesis. E’ in forma ABA, con una sezione centrale non molto contrastante in quanto è uno sviluppo del tema principale. Tuttavia, in questo movimento lento si possono avvertire dei tocchi impressionistici dovuti certamente ai compositori francesi, come Maurice Ravel. Il terzo ed ultimo movimento, Danza -come già detto, il primo brano dedicato a Segovia dona una conclusione vivace alla suite.


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