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L'editoria musicale oggi

Come il design può cambiare la musica

Stefano Vivaldini

Composer & Guitarist
2nd January 2021

I libri sono sempre stati una delle mie più grandi passioni, ad essere onesto non sono il più avido lettore, quello che ho sempre amato sono le copertine, in design, la carta, i caratteri. Come puoi immaginare, un'altra mia grande passione è la musica e quando ho iniziato a studiare chitarra, mi sono chiesto perché i libri di spartiti musicali non erano ben curati come gli altri. Prova a guardare nella tua libreria, scommetto che i libri di spartiti hanno più o meno la stessa semplice copertina, magari non brutta, ma sicuramente non qualcosa che esporresti nel tuo salotto. Questo è dovuto probabilmente al fatto che l’editoria musicale ha un mercato molto più limitato rispetto agli altri, quindi le case editrici non possono permettersi di curare il design di ogni singolo libro. Dunque è questo il triste inesorabile destino dell’editoria musicale? Da questa domanda è iniziato il mio sogno.

L’inizio di un sogno

Nel 2014 io ed alcuni amici abbiamo messo in scena per la prima volta in teatro uno spettacolo che avevo scritto dal titolo “Genesi Notturna. Ho pensato che un’idea carina per ringraziarli sarebbe stata regalare ad ognuno un libro con la partitura dello spettacolo. Per questo, armato di colla, corde e pazienza, ho stampato e rilegato a mano dieci libri contenenti i miei primi tre pezzi per chitarra. Quei libri non erano di certo bellissimi, ma quell’esperienza ha fatto crescere in me il desiderio di prendermi cura personalmente dei miei spartiti, un desiderio che da li in poi sarebbe diventato una necessità.


10 Studi Riflessivi

Quando ho composto i 10 Studi Riflessivi, non avevo ancora idea di pubblicarli, ad essere onesto non avevo idea di come si facesse così stampai e rilegai tre copie (questa volta con più cura) da regalare ad alcuni cari amici. A causa della loro insistenza, dopo un po’ di ricerca sono effettivamente riuscito a pubblicarli. Il mio primo libro era pubblicato ed era disponibile in tutti i principali stores online, ma quando lo scatolone con i libri è arrivato a casa ho realizzato immediatamente che quello non era il modo in cui volevo che la mia musica venisse letta. La mia passione per i libri mi ha fatto disprezzare il modo in cui quei libri erano stampati. Qualcosa di diverso andava fatto, per questo ho deciso di ritirare la pubblicazione e ricominciare tutto da capo, questa volta a modo mio.


"Il mio primo libro era pubblicato ed era disponibile in tutti i principali stores online, ma quando lo scatolone con i libri è arrivato a casa ho realizzato immediatamente che quello non era il modo in cui volevo che la mia musica venisse letta”"

Prima di tutto, avevo bisogno di un valido motivo per impegnarmi alla realizzazione e dovevo rispondere alla domanda: perché qualcuno dovrebbe comprare un libri anziché scaricare un pdf ed avere lo stesso? La risposta per me è sempre stata ovvia: Per il libro!. Il mio sono è sempre stato quello di assicurarmi che i libri siano prima di tutto delle opere d'arte in sé e che siano degli oggetti di valore. Per questo motivo ho deciso che come compositore dovevo preoccuparmi anche di come la mia musica veniva letta, volevo assicurarmi che il libro avrebbe aiutato l'esecutore in ogni modo.


La prima idea che ho avuto è stata creare un’illustrazione ed una didascalia per ogni studio, in quel modo il libro sarebbe diventato più che semplici spartiti. Quest’idea è diventata una costante e nelle pubblicazioni successive, ho anche avuto cura del design degli spartiti, come compositore infatti uno dei miei obiettivi è rendere la musica il più facile da leggere possibile, per questo ho iniziato a scrivere tutte le diteggiature e a prendermi cura dello spazio tra i righi e i punti migliori per girare pagina. Ma ritorniamo alla nostra storia. Dopo aver fatto il design, dovevo trovare un modo per produrre i libri. Chiaramente non potevo continuare a stamparli da solo, per questo sono andato alla ricerca di una tipografia artigianale. Provate ad immaginare l’emozione di un bibliofilo come me in un negozio pieno di carta da scegliere, con diversa grammatura, spessore e texture.


Perché auto pubblicare un libro?

Amo i miei libri perché sono miei in tutto, ogni cosa è stata pensata da me personalmente (inclusi gli errori) e realizzata con il mio piccolo team di lavoro. Persino disegnare è diventato parte del mio processo creativo musicale, ed ora sono abituato a pensare ad un lavoro come finito solo quando la scatola con i libri arriva a casa. Paradossalmente, nell'editoria musicale, un libro realizzato indipendentemente può essere molto più bello di uno fatto da una casa editrice. Il vantaggio più grande, come avrete capito, è che hai la libertà di creare qualunque cosa, ma ovviamente devi avere anche la pazienza di lavorare ad ogni aspetto della pubblicazione. La pubblicazione indipendente è sicuramente più economica e dipende sopratutto da quante cose si decide di delegare (o quante persone che credono nel tuo progetto riesci a trovare) ma da un punto di vista economico, puoi trovare una tipografia che stampa anche pochi libri alla volta, così prima di fare un grande investimento puoi testare con solo pochi libri quanti riesci a venderne. Ci sono anche diversi svantaggi, il primo è che la distribuzione e la pubblicità è completamente nelle tue mani, una casa editrice solitamente si premura di darti una certa visibilità, ma onestamente, nel piccolo mercato come quello della musica classica, questo non assicura quasi mai un reale vantaggio. Dunque se, come me, ami i libri e vorresti provare a vendere un'esperienza che parla della tua musica in tutti i modi che un libro puo' offrire, prova la pubblicazione indipendente, la strada è più difficile, ma ti posso assicurare, piena di grande soddisfazione.


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